14 novembre 2016

Pubblicato il nuovo rapporto dell'ILO sul lavoro atipico

L'ILO ha promosso un nuovo rapporto sul lavoro atipico richiamando l'attenzione sulla necessità di attuare riforme legislative  e di politica del lavoro per poterlo migliorare.

Dallo studio emerge che il lavoro atipo è una costante sempre più diffusa nel mondo. Questo purtroppo comporta, da parte dei lavoratori come ad esempio quelli domestici e di cura, l'evidente difficoltà ad esercitare i loro diritti fondamentali, ad accedere alle prestazioni sociali ed alla formazione. Inoltre, tra i lavoratori atipici, gli indici di infortunio sono più alti.


Quattro le raccomandazioni avanzate dal rapporto:
  1. Colmare le carenze legislative
  2. Potenziare la contrattazione collettiva
  3. Rafforzare i sistemi di protezione sociale
  4. Attuare politiche del lavoro e sociali.
Per approfondire la lettura del rapporto, cliccare qui

4 novembre 2016

Le Acli Colf di Varese organizzano una gita a Padova

Domenica 6 novembre le Acli Colf di Varese organizzano una bellissima gita nella città di Padova.

La partenza è prevista per le ore 6 dal piazzale Ferrovie Nord con arrivo previsto nella cittadina veneta per le 10.00, dove si farà un tour alla scoperta delle preziose opere d'arte e si pranzerà in una deliziosa trattoria padovana.

Alle 16 si farà tutti ritorno a Varese dove si arriverà per le 20.
A guidare la visita, la Responsabile nazionale delle Acli Colf, Raffaella Maioni.
Per info e prenotazioni 3469802169 (Giovanna) oppure 0332281204 (Nadia) 
Qui sotto la foto della gita con tutto il gruppo dei partecipanti

2 novembre 2016

Italia, donne straniere sotto-impiegate, ma con una laurea in tasca

Tante sono le donne, soprattutto dell'Est, che a seguito dello sgretolamento dell'ex Unione Sovietica, hanno abbandonato il proprio paese per approdare in Italia in cerca di un futuro migliore. Nonostante molte di queste in tasca abbiano una laurea, spesso finiscono a svolgere lavori sotto-qualificati. E il caso di moltissime ucraine, la stragrande maggioranza delle quali impiegate come colf e badanti.
 
Secondo una recente indagine curata da Franco Pittau, il 21,5% dei cittadini ucraini residenti italiani possiede un titolo universitario: una percentuale quasi doppia rispetto agli italiani, ma che però nel nostro paese non garantisce loro un adeguato impiego, in linea con la laurea.
 
Sebbene i problemi da affrontare siano tantissimi - depressione, lontananza dai figli, perdita della privacy - alcune di queste donne sono state capaci di ritagliarsi per sè un futuro diverso, estraneo al settore del lavoro domestico. Grazie anche all'aiuto di associazioni come Donne Ucraine Lavoratrici, c'è chi è riuscita ad aprirsi una propria attività in Italia, chi ad approfondire i propri percorsi di studi o addirittura chi è ritornata a fare impresa nel proprio paese di provenienza.
 
Per un approfondimento maggiore è possibile approfondire la lettura di questo articolo.

31 ottobre 2016

Le Acli Colf alla presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2016


Giovedì 27 ottobre, le Acli Colf hanno partecipato alla presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2016, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con l'UNAR e in partenariato con la rivista interreligiosa "Confronti".
 
Durante l'incontro hanno partecipato importanti esponenti del mondo istituzionale ed ecclesiastico, come Luigi Bobba (Sottosegretario al Lavoro), Domenico Manzione (Sottosegretario all'Interno), Mons. Leuzzi (Vescovo ausiliare di Roma), Paolo Naso (Rappresentante Chiesa Valdese). E' stato evidenziato l'importante contributo che gli immigrati - oltre 5 milioni alla fine del 2015 - quotidianamente apportano al nostro Paese, in termini demografici, previdenziali e occupazionali.
 
Nello specifico del lavoro domestico, si è evinto che il settore è occupato in prevalenza da donne, soprattutto di origine ucraina. Nel 2015, secondo l'Osservatorio sul lavoro domestico dell'Inps, le badanti e le colf erano 886.125 di cui 612.194 con cittadinanza straniera (il 75,9%). Tra il 2007 e il 2015 le italiane sono passate da 140mila a 213.931 unità. Purtroppo, continua a persistere il problema del lavoro nero: le persone non assicurate uguagliano quelle assicurate.
 
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25 ottobre 2016

Domani le Acli Colf alla seconda edizione de "Il futuro è sociale. Insieme per un piano industriale del welfare"

Domani le Acli Colf parteciperanno alla seconda edizione del convegno "Il futuro è sociale. Insieme per un piano industriale del welfare", promosso dal Forum nazionale del Terzo Settore, per un confronto sullo sviluppo del welfare in Italia.

Parlare di welfare oggi significa anche parlare dei milioni di anziani che neccessitano di cure ed assistenza quotidiana, delle famiglie che fanno i salti mortali tra lavoro e cura dei figli...e tante altre situazioni di discriminazione e di mancanza di prospettive in termini di giustizia ed equità sociale.

Per lottare contro la povertà bisogna anche investire nella strutturazione di un'economia che faciliti la legalità e riduca le cause che determinao l'aumento di situazioni di precarietà prima e di povertà poi.

Nel nostro settore - lo abbiamo detto molti anni fa...(circa 10 anni e non sono pochi) - abbiamo chiesto maggiori detrazioni del costo del lavoro domestico e di cura, in particolare per chi assume assistenti familiari per l'assistenza di persone non autosufficienti.

Investire sul lavoro di cura significa investire sulle famiglie, creando un vantaggio per chi assume regolarmente, facilitando l'emersione del lavoro nero, contro l'evasione contributiva e fiscale, implementando l'economia della cura contro il fai da te e la precarietà lavorativa dei lavoratori del settore domestico e di cura. E' fondamentale che qualsiasi riforma e politica del welfare focalizzi l'attenzione su come sviluppare e investire sul lavoro di cura.

Per conoscere il programma e saperne di più è possibile consultare il sito delle Acli a questa pagina


24 ottobre 2016

"Orfani bianchi", il nuovo libro di Antonio Monzini

E' da poco uscito in libreria il nuovo libro di Antonio Manzini, intitolato "Orfani bianchi". E' la storia di Mirta Mitea, badante moldava giunta a Roma per assistere una anziana signora, lasciando nel proprio paese il figlio piccolo, un "orfano bianco" appunto.

Attraverso questa vicenda, in cui emergono tutte le difficoltà e le rinunce di chi abbandona la propria terra per cercare in Italia un futuro migliore, lo scrittore romano si interroga sul senso di quanto costi rinunciare alla propria famiglia per badare a quella degli altri. Ma questo libro è anche la fotografia di come le famiglie italiane, dopo il boom economico, abbiano smesso di aiutarsi vicendevolmente  scoprendosi "orfane di sè stesse", come appunto evidenzia l'autore.

20 ottobre 2016

Riconosciuto anche ai conviventi la possibilità di fruire della L. 104

Una notizia di sicuro interesse per tutti i lavoratori. La Corte Costituzionale ha riconosciuto ad un lavoratore dipendente la possibilità di usufruire dei permessi mensili prevista dalla Legge 104 per assentarsi da lavoro al fine di assistere la compagna o il compagno gravemente ammalato convivente.

L'obiettivo della legge è quello di assicurare alla persona in difficoltà tutto il supporto psico-fisico all'interno del suo contesto familiare. La Corte ha quindi ritenuto irragionevole l'esclusione del convivente more uxorio (non sposato) dalla lista dei soggetti abilitati a fruire della legge 104.

Di fatto non possono beneficiare di tale diritto varie categorie di lavoratori tra i quali i lavoratori domestici e questa è un'ingiusta esclusione in quanto anche i lavoratori domestici possono trovarsi a dover occuparsi di propri familiari e/o conviventi.

19 ottobre 2016

Le Acli Colf alla "Vita in Diretta: il video della trasmissione

Per chi lunedì non fosse riuscito a vedere la puntata de "La Vita in Diretta" in cui ha partecipato Lidia Obando, membro di direttivo Acli Colf, segnaliamo il video della trasmissione in cui compare dal minuto 40.24 al minuto 45.21.

Sullo sfondo del terribile fatto di cronaca che ha visto a Crotone una badante approfittarsene della propria assistita, picchiata e derubata, Lidia ha ricordato l'importanza di non affidarsi al passaparola per cercare una assistente familiare, ma di rivolgersi ad una associazione di categoria che possa indicare persone dotate delle giuste competenze e professionalità.