28 gennaio 2015

La baby sitter non è la tata

Devo assumere una baby sitter per qualche ora la settimana. Qual'è la retribuzione minima?

Quella che viene comunemente chiamata baby sitter, nel Ccnl del lavoro domestico e familiare ha una qualificazione ben precisa: l'art. 10 individua come tale la lavoratrice (o lavoratore) che “svolge mansioni occasionali e/o saltuarie di vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura”.


Bisogna intendersi quindi su cosa stiamo cercando: se cerchiamo una persona che, in occasione di eventi particolari (cene, appuntamenti al cinema o teatro ecc..), si occupi della vigilanza dei bambini in nostra assenza, la lavoratrice potrà essere inquadrata nella categoria AS, con la corrispondente retribuzione oraria minima prevista (nel 2014 è di €5,27). 

Ma se cerchiamo un aiuto più consistente nella gestione della vita familiare, che sia supporto e sostegno alla cura dei bambini, la vera e propria “Tata”, la categoria contrattuale dovrà essere quella corrispondente all'assistente familiare, inquadrabile come BS o CS  a seconda del grado di cura da prestare (sarà CS per un neonato, o BS per un bambino più grandicello e autosufficiente) con una retribuzione oraria corrispondentemente più alta (nel 2014 € 5,93 per la BS o € 6,58 per la CS). 
In tale ultimo caso, le mansioni affidate alla lavoratrice potranno comprendere anche le attività connesse al vitto e alla pulizia della casa.

27 gennaio 2015

Dal Mondo - Hong Kong: Un obiettivo dentro la vita nascosta dei lavoratori domestici

Per 10 anni, Xyza Cruz Bacani ragazza filippina di 27 anni, ha lavorato come collaboratrice domestica per una famiglia cinese benestante di Hong Kong. Nei suoi giorni di riposo, Bacani porta con sé la sua macchina fotografica e dai marciapiedi racconta la città, catturando impressionanti foto di strada.

La vita di Bacani ha preso una svolta inaspettata: le è stato annunciato di essere destinataria per il 2015 di una prestigiosa Borsa di Studio promossa dalla Fondazione Magnum per i diritti umani, che le darà la possibilità di studiare per sei settimane presso una Università a New York.
Il programma di studio sarà intenso e mirato a migliorare le sue competenze nel creare "storie visive efficaci con l'obiettivo di far progredire i diritti umani" nel suo paese d'origine.

Un obiettivo dentro la vita nascosta dei lavoratori domestici
Il lavoro domestico a Hong Kong raccontato da Bacani


22 gennaio 2015

Anche la colf ha diritto alla maternità anticipata

Sono incinta di tre mesi e lavoro come colf per circa 30 ore settimanali. Ho avuto qualche problema e il dottore mi ha consigliato riposo assoluto fino alla fine della gravidanza: cosa devo fare? Riceverò comunque la retribuzione o devo mettermi in malattia?

Anche alla lavoratrice domestica spetta la c.d. maternità anticipata ovvero il diritto di astenersi dal lavoro nei primi sette mesi di gravidanza, prima, dunque, che inizi il periodo di congedo obbligatorio, due mesi prima della data presunta del parto, qualora:
  • si trovi in condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli per la gravidanza, con impossibilità di spostamento ad altre mansioni,

    oppure
     
  • si trovi in condizione di gravidanza a rischio per patologie legate alla gestazione, gravi complicanze o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza.
La lavoratrice deve inoltrare apposita domanda presso gli uffici della Direzione territoriale del lavoro (Dtl) o della Asl di residenza, allegando il certificato di gravidanza del proprio medico ed il certificato che attesta la gravidanza a rischio. La Asl di appartenenza effettua una verifica della effettiva presenza delle condizioni di rischio della gravidanza, ed entro sette giorni dalla richiesta, sarà emesso il certificato di astensione anticipata. Inoltrata la domanda alla Asl o alla Dtl, la lavoratrice potrà astenersi dal lavoro, inviando il certificato medico di malattia al datore di lavoro, salvo poi consegnare il certificato di astensione anticipata quando sarà disponibile: l’autorizzazione all’astensione, è retroattiva e decorre dal momento della domanda, per cui i giorni di malattia effettuati si trasformano in giorni di maternità anticipata.
L’interdizione anticipata è “maternità” a tutti gli effetti e quindi si ha diritto a tutti gli emolumenti previsti in questo caso:
  • indennità di maternità, pari all’80% della retribuzione globale di fatto convenzionale (comprensiva dell’eventuale indennità di vitto e alloggio e di tredicesima), che verrà erogata dall’Inps sulla base di apposita domanda da inoltrare allegando il certificato di gravidanza a rischio;
     
  • durante il periodo di maternità anticipata si matura normalmente sia la quota di Tfr che di ferie, oltre alla quota di tredicesima (il 20%) non erogata dall’Istituto, la cui erogazione rimane a totale carico del datore di lavoro;
     
  • la contribuzione è figurativa: il datore di lavoro sospenderà il pagamento dei contributi che saranno “versati figurativamente” dall’Inps;
     
  • i periodi di maternità sono computati a tutti gli effetti nell’anzianità di servizio, quindi ad esempio anche per eventuali scatti di anzianità.

21 gennaio 2015

Le Acli Colf a Tv2000 con i sogni delle badanti

Mercoledì 21 gennaio 2015 le Acli Colf sono state presenti alla trasmissione Siamo Noi di Tv2000.
Al programma ha presenziato Lidia Obando, componente del direttivo nazionale Acli Colf. Durante la trasmissione sono stati affrontati vari temi relativi al lavoro domestico e di cura, con testimonianze dirette tratte anche da video realizzati per far emergere alcune questioni cruciali che vivono ed affrontano le persone che svolgono questo lavoro, tra cui il nostro video "Tra vent'anni...".
 
Per vedere i video andati in onda durante la trasmissione digita su:
I sogni delle badanti
Mamma ti voglio bene!
Badante muore per salvare un'anziana

"Te iubeste mama! - Mamma ti voglio bene"

Diamo diffusione a un estratto dal documentario
"Te iubeste mama! Mamma ti voglio bene!” realizzato da Silvia Dumitrache, presidente Associazione donne romene in Italia.
Uno spaccato importante e commevente che ci fa riflettere sulle migrazioni itnernazionali e su come le famiglie - e in particolare i bambini - vivono le separazione dai propri genitori.
Un tema che interpella tutti, e che ci porta a prendere ancora più conoscenza di come oggi sia necessario comprendere i cambiamenti delle nuove famiglie tanto in Italia, come a livello transnazionale. Quali esigenze, difficolta, bisogni? Come sostenerle?

Per guardare il video Clicca qui

20 gennaio 2015

Dal mondo: "No one should work this way"

Ilo - Ending the abuse
Anche se ci sono più di 52 milioni di lavoratori domestici in tutto il mondo, tra cui più di 21 milioni in Asia Pacifico, solo una piccola minoranza sono coperti da una legislazione del lavoro.
Questa mancanza di protezione li lascia vulnerabili – a volte in modo terribile - rispetto ad abusi e sfruttamento.  
La giornalista Karen Emmons ha lavorato con il fotografo Steve McCurry su un progetto di documentazione dal titolo "Nessuno dovrebbe lavorare in questo modo" per registrare e denunciare alcuni degli abusi che vivono i lavoratori domestici migranti di origine asiatica. 

L'ILO ha finanziato questo progetto di documentazione per promuovere la conoscenza e il dibattito per migliorare le condizioni di lavoro e di vita di queste donne e uomini.

Le situazioni di abusi, violenze fisiche e psicologiche che vivono molte e molti lavoratrici/ori domestici in tutto il mondo, ci ricordano il senso di continuare a promuovere la Convenzione dell'ILO 189 per la promozione di un lavoro dignitoso, giustamente retribuito e culturalmente stimato, a partire proprio dalla tutela del lavoro domestico.

14 gennaio 2015

Colf: l’omesso versamento Inps è sanabile

Ho dimenticato di pagare i contributi all’assistente familiare di mia madre. Posso regolarizzare il pagamento? Ci sono delle sanzioni da pagare?

Può capitare, nel corso del rapporto di lavoro domestico, di dimenticare una scadenza o addirittura di effettuare un versamento errato in relazione alle ore lavorate e alla retribuzione oraria indicata nel contratto: niente paura è sempre possibile regolarizzare la propria posizione.

Tale regolarizzazione può avvenire d'ufficio o su domanda:
- regolarizzazione d'ufficio: grazie al programma informatico di gestione dei versamenti, l’Inps si “accorge” relativamente presto dell’anomalia emettendo una segnalazione, cui segue la notifica di un avviso di pagamento bonario, con valore di atto interruttivo dei termini di prescrizione, che descrive il dovuto in termini di sanzioni per ritardato pagamento dei contributi e/o di maggiori contributi dovuti a causa dell'errato calcolo;
- regolarizzazione su domanda: nel caso in cui sia il datore di lavoro ad accorgersi di aver versato in ritardo o di aver calcolato in modo errato i contributi dovuti, può presentare un modellochiamato LD15, a seguito della quale l’Inps emetterà una lettera, con la quale sono formalmente richieste le somme dovute a titolo di sanzioni e interessi. www.inps.it 

Quanto alle sanzioni, se si pagano i contributi in ritardo, al datore di lavoro possono essere levate sanzioni pecuniarie da parte dell’Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo (attualmente pari al 6,50% su base annua) e per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Questo tasso di interesse si applica a condizione che il datore di lavoro effettui spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, prima di contestazioni o richieste da parte di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro. Se questo termine non viene rispettato si ricade nel caso dell’evasione contributiva, sanzionata con un’aliquota del 30% in base annua sull’importo evaso nel trimestre.
Per non dimenticarsi le scadenze è bene appuntarsi un bel promemoria!  

13 gennaio 2015

La Finlandia ratifica la Convenzione 189 dell'ILO



L'8 gennaio 2015, il governo della Finlandia ha depositato presso l'Ufficio internazionale del lavoro lo strumento di ratifica della Convenzione sui lavoratori domestici 2011 (Convenzione  189). e il quinto paese europeo a ratificare questo strumento, che mira a migliorare le condizioni di lavoro e di vita di decine di milioni di lavoratori domestici in tutto il mondo. Tale ratifica porta a 105 il numero totale delle convenzioni ratificate dalla Finlandia, che la colloca al 7 ° posto tra i paesi che hanno ratificato il maggior numero di convenzioni dell'OIL.
La Finlandia è il 17° Stato membro dell'OIL

Nel trasmettere lo strumento di ratifica, l'ambasciatore Päivi Kairamo, rappresentante permanente della Finlandia presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, ha dichiarato: "La Finlandia ritiene la Convenzione 189 uno strumento importante. Essa mira a migliorare la protezione giuridica dei lavoratori domestici in tutto il mondo. In particolare, la Convenzione migliora la situazione di alcuni dei gruppi più vulnerabili di lavoratori, come i lavoratori migranti e lavoratori domestici che vivono in casa. Questi lavoratori sono spesso le donne. Al fine di rispettare le disposizioni della Convenzione, la Finlandia ha modificato la propria legislazione per garantire ai lavoratori domestici per quanto possibile la parità di trattamento nel mercato del lavoro rispetto ai lavoratori di altri settori".

Alla luce della ratifica della C189 da parte della Finlandia, il Direttore Generale dell'ILO, il signor Guy Ryder, ha dichiarato: "Oggi il governo della Finlandia si unisce al rango di membri dell'OIL che si impegnano a garantire che alle persone che svolgono il lavoro domestico, che sono spesso esclusi dalla legislazione nazionale del lavoro, gli stessi diritti fondamentali del lavoro degli altri lavoratori in termini, tra l'altro, di ore di lavoro, giorni di riposo settimanale, ferie pagate, salari minimi e copertura della sicurezza sociale, compresa la protezione della maternità.

10 gennaio 2015

Badanti, al via un corso di cucina. "Obiettivo: migliorare la convivenza"

Le assistenti personali, più note come badanti, sono 1.300 in Valle d'Aosta. Uomini e - soprattutto - donne iscritti in un elenco tenuto dalla Regione. Il 75 per cento è di origine straniera, ma «sono in notevole aumento gli italiani». A dirlo è Diego Baiocco, responsabile del Servizio migranti, che organizza un corso di cucina italiana e regionale per badanti straniere. 
Il corso, gratuito, partirà con cinque badanti martedì con quattro incontri di due ore nel ristorante «Incontri» della cooperativa sociale La Sorgente, in via Lino Binel 12, ad Aosta. Il corso è organizzato dal Servizio migranti, dal Comune, dal Csv e dalla Sorgente: «Vuole essere una chance in più per trovare un posto di lavoro» ha spiegato l'assessore comunale alle Politiche sociali Marco Sorbara. «La cucina ha un forte impatto sulla convivenza tra l'assistente familiare e l'assistito - dice Riccardo Jacquemod, presidente della coop La Sorgente - e quest'iniziativa vuole, da una parte, sostenere le donne straniere permettendo loro di imparare la cucina italiana, ma anche quella locale o del Sud Italia, e dall'altra aiutare gli anziani, con le loro abitudini culinarie». Obiettivo formazione L'idea del corso è nata «a contatto diretto con le badanti - spiega Baiocco - per consentire loro di avere un curriculum più appetibile, soprattutto in caso di perdita del lavoro. Il corso sarà tenuto da due signore che fanno spesso le volontarie in cucina. Fornirà le basi per una cucina bilanciata e un'attenzione ai condimenti». 
Al termine, sarà rilasciato un attestato di frequenza. Il primo corso è già esaurito, ma «stiamo lavorando per organizzarne altri - conclude Baiocco -. Speriamo nel successo della prima fase e in un buon passaparola tra le assistenti». 
Per informazioni e adesioni è possibile andare al Servizio migranti, tutti i giorni dalle 10,30 alle 18, in via Vittorio Avondo 23, o telefonare al numero 0165/236243

9 gennaio 2015

L'infortunio va denunciato entro 48 ore

Ho assunto una assistente familiare convivente per una mia zia che vive da sola in un’altra città. Purtroppo venerdì è scivolata dalle scale mentre stava facendo le pulizie ed è stata ricoverata in ospedale. Cosa devo fare?
Se il lavoratore resta vittima di un infortunio durante lo svolgimento del lavoro domestico, il datore di lavoro, deve denunciare l’incidente all’Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail):
- se l’infortunio subito dal lavoratore è guaribile entro i tre giorni successivi a quello in cui è avvenuto l’incidente, non è tenuto a fare nessuna denuncia. Per i primi tre giorni, infatti, l’Inail non paga nessuna indennità;
- se l’incidente comporta un’inabilità assoluta al lavoro di almeno quattro giorni, il datore di lavoro deve darne comunicazione all’Inail utilizzando un apposito modello chiamato “Denuncia di infortunio di addetti ai servizi domestici e familiari e ai servizi di riassetto e pulizia locali”, disponibile presso tutte le Sedi Inail o sul sito dell’istituto: per agevolare i datori di lavoro domestico l’Inail ha escluso per loro la necessità dell’inoltro telematico, prevedendo quindi la possibilità di inoltro cartaceo del modello presso gli sportelli o tramite arccomandata a/r. La denuncia di infortunio deve essere presentata entro due giorni dal ricevimento del primo certificato medico o del referto del Pronto Soccorso, che deve essere allegato alla denuncia stessa.
Analoga denuncia va presentata, sempre entro due giorni, anche all’autorità di Pubblica Sicurezza (Prefettura o Sindaco) con raccomandata a/r.
Attenzione:se si tratta di infortunio che ha provocato la morte o per il quale è previsto il pericolo di morte, la denuncia all’Inail e alla Pubblica Sicurezza va fatta con un telegramma o a mezzo fax entro le 24 ore.
Sul modulo della denuncia di infortunio devono essere riportate:
-       le generalità del datore di lavoro e dell’infortunato; i rispettivi codici fiscali e recapiti; il codice Inps assegnato per il versamento dei contributi;
-       il giorno e l’ora dell’infortunio la data di abbandono del lavoro;
-    le cause e le circostanze dell’infortunio; il nome di eventuali testimoni; la natura e la sede anatomica della lesione che viene riportata sul certificato medico.
-    la durata normale della settimana di lavoro e misura della retribuzione oraria sulla quale si versano i contributi all’Inps;
-       se il lavoratore domestico a ore lavora anche presso altre famiglie, devono essere specificati i nominativi degli altri datori di lavoro, il numero delle ore settimanali svolte presso di loro e la retribuzione convenzionale oraria.

8 gennaio 2015

Le Acli alla fiaccolata per le vittime dell'attentato di Parigi

Le Acli nazionali condannano l’abominevole attentato di Parigi contro il settimanale francese Charlie Hebdo.
Le Acli aderiscono fiaccolata di solidarietà che si svolge l'8 gennaio 2015 alle ore 18, a Roma, per le vittime dell’attentato terroristico e a difesa della libertà di espressione e di informazione in Francia, in Europa ed ovunque nel mondo. L’appuntamento è in piazza Farnese, davanti alla sede dell’Ambasciata di Francia.
A promuovere l’iniziativa sono, tra gli altri: Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), Ordine nazionale dei giornalisti, Se Non Ora Quando, Articolo 21, Acli, Arci.

7 gennaio 2015

Colf e contributi: promemoria versamenti entro il 10 gennaio

Entro il 10 gennaio 2015 vanno pagati i contributi Inps a favore di colf e assistenti familiari relativi al quarto trimestre 2014.

Quando si pagano i contributi:
- dal 1° al 10 aprile, per il primo trimestre;
- dal 1° al 10 luglio, per il secondo trimestre;
- dal 1° al 10 ottobre, per il terzo trimestre;
- dal 1° al 10 gennaio, per il quarto trimestre.

Come pagare:
  • Utilizzando il bollettino MAV
  • Rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”. Il pagamento è disponibile presso:
    • tabaccherie che espongono il logo Servizi Inps
    • sportelli bancari Unicredit
    • tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online
  • Online sul sito Internet Inps www.inps.it nella sezione Servizi on line> cittadino> “Lavoratori domestici: pagamento online contributi”, utilizzando la carta di credito
  • Telefonando al Contact Center numero verde gratuito, utilizzando la carta di credito
Come si calcola l'importo dei contributi:
- L’importo per ciascun trimestre si ottiene moltiplicando il contributo orario per il numero delle ore retribuite nel trimestre al quale si riferisce il versamento
- Per determinare il contributo orario si individua la fascia in cui è compresa la retribuzione oraria effettiva  ed il contributo orario corrispondente a tale fascia.

Per maggiori informazioni contatta la tua sede ACLI/Acli Colf a voi più vicina
Clicca qui per confrontare la Tabella Contributi 2014



5 gennaio 2015

La colf ha diritto al riposo per le feste natalizie

Lavoro come assistente familiare presso una signora non autosufficiente, in regime di convivenza. 
Per le prossime festività natalizie posso assentarmi dal lavoro? Ho comunque diritto alla retribuzione?

L’art. 17 del Ccnl dei servizi domestici e familiari, indica chiaramente l’elenco delle festività c.d. “comandate”, tra cui sono indubbiamente inserite le ricorrenze natalizie: Natale (25 dicembre), Santo Stefano (26 dicembre), Capodanno (1 gennaio) e 6 gennaio.
In tali giornate deve essere assicurato il completo riposo, fermo restando “l’obbligo di corrispondere la normale retribuzione”, da parte del datore di lavoro.
Assentarsi nei giorni delle festività natalizie è dunque un diritto della lavoratrice, anche in regime di convivenza, che potrà assentarsi dal lavoro e dedicarsi alle proprie attitudini ed esigenze personali, per l’intera giornata e fino alla mattina dopo.
Nel caso in cui la lavoratrice dovesse prestare attività lavorativa “ordinaria”, essa ha diritto al riconoscimento di una maggiorazione pari al 60% della retribuzione globale di fatto, composta dalla retribuzione monetaria concordata e l’indennità di vitto e alloggio.
L’art. 15, comma 9, del nuovo Ccnl, siglato lo scorso anno, venendo incontro alle esigenze delle famiglie in cui vivono anziani bisognosi di assistenza continua, ha introdotto la possibilità di assumere in questi casi del lavoratori c.d. “supplenti”: il datore di lavoro che abbia in servizio uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, potrà infatti assumere in servizio uno o più lavoratori, da inquadrare nei livelli CS o DS, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari dell’assistenza.
In questo caso tali prestazioni saranno retribuite sulla base, di un’apposita tabella retributiva (tabella “G”): ciò consente un notevole risparmio al datore di lavoro, che potrà usufruire di un lavoratore “in sostituzione” del lavoratore c.d. “titolare”, per i giorni festivi e di riposo, senza tuttavia essere costretto a versare una retribuzione superiore del 60% a quella ordinaria.
Per il 2014, infatti un lavoratore supplente potrà essere retribuito con una retribuzione oraria di € 7,14 contro una retribuzione oraria di € 10,38, dovuto al lavoratore “titolare” costretto a prestare lavoro straordinario festivo.