15 febbraio 2017

Lavoro di cura, guerra tra poveri

E' uscito oggi su Le Monde Diplomatique - il manifesto una intervista a Sabrina Marchetti, professoressa associata all'Università "Ca Foscari" di Venezia, la quale ha collaborato alla ricerca delle Acli Colf "Viaggio nel lavoro di cura", scrivendo il capitolo dal titolo "Domestic work is work? Condizioni lavorative delle assistenti familiari in Italia, tra finzione e realtà".

Alla giornalista Sabrina Marchetti ha spiegato il lavoro complesso che ha anticipato la pubblicazione del libro e ha illustrato il contenuto del suo contributo incentrato sull'immagine che si ha del lavoro domestico e che non sempre corrisponde alla realtà.

Per leggere l'articolo integrale cliccare "Lavoro di cura, guerra tra poveri"

14 febbraio 2017

Lavoratori domestici e videosorveglianza

In merito alla possibilità di installare un impianto di videosorveglianza presso un'abitazione privata in cui opera un lavoratore domestico, l'ispettorato del lavoro, lo scorso 8 febbraio, con nota prot. n. 1004, ha fatto una importante precisazione, spiegando che il lavoro domestico non viene svolto all'interno di un'impresa organizzata e strutturata, ma in un contesto familiare.

Pertanto, chi volesse installare una telecamera in casa propria, non dovrà richiedere una preventiva autorizzazione alla sede competente dell'ispettorato territoriale. Poichè però i lavoratori domestici godono appieno del diritto alla privacy, è necessario chiedere loro il consenso preventivo e fornirgli l'informativa di legge.

Ai sensi, infatti, del comma 1 art. 15 D. Lgs n. 196/2003, nell'ambito del rapporto di lavoro domestico, il datore di lavoro è tenuto a garantire al lavoratore il rispetto della sua personalità e della sua libertà morale.

13 febbraio 2017

Colf&Diritti. Per il 2017 i contributi rimangono invariati



So che ogni anno l'Inps aggiorna i contributi da versare per il lavoro domestico. Quali sono i contributi per il 2017? Dove posso trovare l'aggiornamento?
I contributi per i lavoratori domestici si pagano trimestralmente il giorno 10 del mese successivo al trimestre di riferimento: 
- Entro il 10/1 per il periodo ottobre/novembre/dicembre
- Entro il 10/4 per il periodo gennaio/febbraio/marzo
- Entro il 10/7 per il periodo aprile/maggio/giugno
- Entro il 10/10 per il periodo luglio/agosto/settembre


In genere l’Inps, verso la fine di gennaio di ogni anno, provvede ad aggiornare gli importi da
versare per l’anno in corso, con decorrenza dal 1/1, con apposita circolare che viene pubblicata
sul sito dell’Inps nella sezione “news”, ma che è sempre possibile reperire nella sezione “INPS
comunica”: cliccando sulla sezione “elenco completo” delle “ultime circolari” è possibile
ricercare le comunicazioni anche per argomento .

Con la circolare n. 13 del 27 gennaio 2017  , l’Inps ha invece  comunicato che, per l'anno 2017,
restano confermate le fasce di retribuzione, già in vigore per l’anno 2016 e pubblicate con la
circolare n. 16 del 29 gennaio 2016 , su cui calcolare i contributi dovuti per l'anno 2017 per 
lavoratori domestici.

Nessun aumento quindi per il 2017: i contributi restano quelli dell’anno precedente. 
VEDI LA TABELLA 

a cura di Federica Suardi

9 febbraio 2017

Ancora troppo lavoro nero nel settore domestico e di cura

Prendiamo spunto da un articolo pubblicato ieri sul Sole24Ore in cui viene affrontata una delle piaghe che maggiormente afflige il settore domestico e di cura: il lavoro nero. In tema di colf e badanti, le famiglie italiane muovono un giro d'affari di oltre 7 miliari di euro. Altrettanti, però, sono quelli generati dalle prestazioni irregolari che di fatto rappresentano soldi sottratti alle casse pubbliche. 

Le associazioni datoriali, Domina nel caso specifico dell'articolo, denunciano queste situazioni che espongono le lavoratrici e i lavoratori ad una evidente sotto-tutela dei loro diritti. Esiste poi anche il lavoro grigio, quello cioè in cui vengono riconosciute solo una parte delle ore effettivamente lavorate. Del resto le irregolarità si alimentano di reciproche convenienze: le famiglie pagano meno e sono libere da vincoli, mentre le assistenti familiari rinunciano ad un insieme di garanzie e di tutele in cambio di una paga più vantaggiosa, finendo comunque poi per rimetterci. Una classica guerra tra poveri rispetto alla quale la politica non ha trovato ancora nessuna soluzione soddisfaciente.

Eppure le proposte non mancano. Anzitutto una defiscalizzazione del lavoro domestico che spingerebbe le famiglie a regolarizzare colf e badanti, facendo emergere il sommerso. E' inoltre importante assicurare a queste le dovute garanzie previdenziali onde evitare di ritrovarci, tra non molti anni, un esercito di colf e badanti - quasi un milione - in condizioni di assoluta indigenza perchè sprovviste di pensione, o con una pensione ridotta ai minimi termini.

Per questo è fondamentale rilanciare una battaglia per dire basta ai diritti negati nel lavoro domestico e di cura!

8 febbraio 2017

Benecomune.net, una nuova recensione su "Viaggio nel lavoro di cura"

Pubblicata una nuova recensione della ricerca promossa dalle Acli Colf "Viaggio nel lavoro di cura". Questa volta, ad ospitare l'articolo è Benecomune.net, il portale di approfondimento promosso dalle Acli nazionali, che offre una bella vetrina ad un testo la cui ricerca sul mondo delle colf e delle badanti in  Italia costituisce un'ottima base di partenza per chi volesse approfondire lo studio di questo settore e comprendere le grandi trasformazioni intervenute nel nostro Paese.

La recensione, inoltre, è arricchita da una serie di citazioni mutuate dal testo e rappresentative dei principali temi e delle più importanti considerazioni contenute nella ricerca.

Per leggere la recensione integrale cliccare su "Maioni e Zucca, viaggio nel lavoro di cura" - di Alessandro Orofino"

7 febbraio 2017

Conoscere il territorio: anche a Bologna un sensibile aumento delle badanti

Qualche settimana fà avevamo raccontato del boom di badanti a Gorizia. La cittadina friulana non è però l'unica ad aver conosciuto questa impennata. Osservando la realtà italiana, si può notare come i numeri siano in forte crescita anche in altre zone del Paese.

E' il caso di Bologna. Nel capoluogo emiliano l'incremento è stato addirittura del 438% in dieci anni, dal 2006 al 2015. Si è infatti passati da 2099 a 11.309. Anche qui le badanti sono sempre più richieste, arrivando a rappresentare oramai il 52% dei lavoratori domestici. L'invecchiamento progressivo della popolazione è alla base di questa ascesa che registrerà un ulteriore aumento del 19% nei prossimi quindici anni.

Come dimostrato in una recente indagine della Fondazione Leone Moressa, è cresciuto anche il numero delle badanti bolognesi, passate da 81 (anno 2006) a 967 (anno 2015), costituendo oramai l'8,5% del totale, sebbene il grosso continui ad essere rappresentato da donne provenienti dall'Est Europa.

2 febbraio 2017

Confermati i contributi 2017 per i lavoratori domestici

L'inps, con la circolare n. 13 del 27 gennaio 2017, comunica che, per l'anno 2017, restano confermate le fasce di retribuzione, pubblicate con la circolare n. 16 del 29 gennaio 2016, su cui calcolare i contributi dovuti per l'anno 2017 per i lavoratori domestici.



1 febbraio 2017

Un articolo contro i pregiudizi

Proviamo a sfatare un pregiudizio. Che le badanti straniere raggirino e vessino le anziane e gli anziani italiani. La cronaca ci racconta altro. Ossia che sono anche gli assistenti familiari italiani, molto spesso, a rendersi  autori di vere e proprie frodi ai danni delle persone che in realtà dovrebbero aiutare.

Ad esempio, è accaduto recentemente a Prato dove è stata scoperta una badante italiana che, con la complicità del marito e della suocera, si era fatta assumere sotto falso nome presso due famiglie per accudire due anziani non autosufficienti e con problemi psichici. In realtà, però, la donna li avrebbe raggirati mettendo le mani sui loro conti bancari. 

Fortunatamente, a seguito delle indagini, si è posto fine a questa truffa. Ma la vicenda ci insegna a guardare la realtà con obiettività e senza filtri, non affidandoci a facili slogan o pericolose generalizzazioni. E soprattutto ci permette di capire, una volta di più, che chi si macchia di crimini così odiosi non è riconducibile mai ad una nazionalità specifica.