28 giugno 2014

Il concorso Lingua Madre per valorizzare l'incontro con l'altro

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Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi, giornalista da sempre interessata ai temi inerenti il pensiero femminile, nasce nel 2005 e trova subito l’approvazione e il sostegno della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino. Dopo l’avvio nell’ambito del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, diventa progetto permanente della Regione Piemonte.
Il Concorso è il primo ad essere espressamente dedicato alle donne straniere – anche di seconda o terza generazione – residenti in Italia che, utilizzando la nuova lingua d’arrivo (cioè l’italiano), vogliono approfondire il rapporto fra identità, radici e mondo “altro”.
Una sezione speciale è riservata alle donne italiane che vogliano raccontare storie di donne straniere che hanno conosciuto, amato, incontrato e che hanno saputo trasmettere loro “altre” identità.
Il concorso letterario vuole essere un’opportunità per dar voce a chi abitualmente non ce l’ha, cioè gli stranieri, in particolare le donne che nel dramma dell’emigrazione/immigrazione sono discriminate due volte. Un’opportunità di incontro e confronto, perché il bando non solo ammette ma incoraggia la collaborazione fra le donne straniere e italiane nel caso l’uso della lingua italiana scritta presenti delle difficoltà.

25 giugno 2014

Colf: in caso di trasferta spetta una diaria

Ho assunto un’assistente familiare per mia madre. Durante il periodo estivo la trasferiamo in una casa in montagna, a pochi chilometri dalla città. Posso chiedere alla lavoratrice di seguirci in montagna?
L’art. 32 del Ccnl prevede che il lavoratore convivente, è tenuto, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura egli è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie.
Ciò significa che la lavoratrice convivente a tempo pieno, è obbligata a svolgere la sua prestazione lavorativa anche in luoghi diversi dall'usuale dimora del datore di lavoro o dell’assistito (soggiorni temporanei o residenze secondarie).
Se però tale evenienza non è stata preventivamente prevista nella lettera di assunzione, in modo sufficientemente preciso, e non con formule generiche o di stile, la lavoratrice ha diritto ad una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera di cui alla Tabella A del Ccnl per ogni giorno di trasferta.

Se il soggiorno temporaneo è dunque una routine per il datore di lavoro o per l’assistito, è bene fin da subito inserire un’apposita clausola nella lettera di assunzione, in cui si farà menzione del periodo di trasferta e del luogo, onde evitare il pagamento della diaria.

24 giugno 2014

Tra Vent'anni ... vita, sogni, speranze di colf e badanti migranti

Tra Vent'anni ... la vita, i sogni, le speranze di colf e assistenti familiari migranti nel nostro Paese.

E' online il trailer del video documentario realizzato da Giuseppe Delle Vergini ed Elisabetta Angelillo insieme alle Acli Colf e al Patronato Acli, che racconta il punto di vista di donne e uomini migranti occupati nel settore del lavoro di cura che fanno i conti con la crisi, con l'essere cittadine/i straniere/i, con le difficoltà legate al lavoro, con il crearsi delle prospettive per il futuro, ...
I nostri volti, sorrisi, lacrime di persone che testimoniano uno spaccato delle difficoltà che vive il nostro paese, o il paese in cui siamo immigrati e che accomuna le nostre vite quotidiane.
Nello stesso tempo, la forza e il coraggio di credere che gli anni a venire sicuramente "... saranno speranzosi"

21 giugno 2014

"Lavoro di più, mi pagano meno". Badanti in tempo di crisi

Viaggio nel lavoro di cura di AcliColf su Stranieriinitalia

Tuttofare da 800 euro al mese, tra irregolarità dilagante e la salute che se ne va. “Viaggio nel lavoro di cura”
Roma – 20 giugno 2014 – L’Italia invecchia, indipendentemente dalla crisi economica. E mentre lo Stato latita, le famiglie hanno comunque bisogno di assistenza per i loro anziani non autosufficienti. L’ultimo anello di questa catena diventano le badanti, che devono accettare la formula “più lavoro, per lo stesso stipendio”.
Il mestiere dalla badante in tempo di crisi è al centro della ricerca “Viaggio nel lavoro di cura” realizzata da Ires per le Acli Colf. “Negli ultimi anni –sintetizza il patronato - le famiglie chiedono alle badanti di lavorare di più, senza per questo aumentare lo stipendio. Le lavoratrici sembrano dunque avere una chiara percezione di quello che sta accadendo: la crisi economica ha impattato sugli standard minimi di lavoro, in alcuni casi, provocando un peggioramento”.
Per realizzare la ricerca sono state interviste più di 800 badanti. Nel 94% dei casi sono donne, nel 95% straniere (il 25% romene, il 25% ucraine), il 58% ha tra i 45 e i 64 anni. “il profilo socio-demografico è vicino alla rappresentazione tipica della badante: una donna matura, proveniente dall’Est-Europa, con un titolo di studio mediamente alto che abita nella casa della persona che assiste”.
Queste donne lavorano sodo, spesso nell'ombra. Il 65% , due su tre, fanno un numero di ore superiore al massimo previsto dal contratto nazionale di lavoro (54 ore per un full time). Il 51% denuncia qualche livello di irregolarità contributiva, il 15% non ha mai visto un contributo. “Spie di una condizione lavorativa che, nei casi più estremi, può arrivare a connotarsi in termini di sfruttamento”.

20 giugno 2014

Stirare, cucinare o fare la spesa: ancora “cose da femmine” per gli uomini italiani?

(Fonte www.ilfattoquotidiano)

Cucinare, sparecchiare, lavare le pentole, pulire il tavolo e il lavandino, passare l’aspirapolvere, fare il letto, buttare la pattumiera. Sono soltanto alcune delle attività che la filosofa americana Andrea Veltman definisce “una tortura di Sisifo” e che compongono i gesti quotidiani che nelle famiglie italiane sono svolti quasi esclusivamente dalle donne. Secondo l’Eurostat, infatti, nel Belpaese le donne dedicano, in media, alle incombenze domestiche il 200% del tempo in più degli uomini. Una tendenza che ci vede ultimi in Europa, dopo la Spagna, e che si ripropone anche nelle coppie in cui entrambi i partner sono impiegati nel mercato del lavoro. A parità di carico esterno, infatti, è la donna a svolgere i tre quarti dei lavori domestici. Situazione che non cambia, anzi si aggrava, in presenza di figli.
I motivi alla base di questa suddivisione sbilanciata sono al centro del saggio Quello che gli uomini non fanno” di Lorenzo Todesco, ricercatore all’Università di Torino. Il testo del sociologo spiega, attraverso una serie di studi e ricerche, le ragioni che spingono il 58,3% degli uomini italiani a non cucinare, il 73,5% a non apparecchiare né sparecchiare, il 98,6% a non lavare né stirare, il 70,5% a non fare la spesa. Tra le cause riconducibili alla dimensione individuale – cosiddetta “micro” – c’è la questione economica. 

18 giugno 2014

Colf durante le ferie si paga il vitto e alloggio

Mi chiamo Maria e ho iniziato a lavorare presso una famiglia come assistente familiare convivente, per € 990,00 mensili. Con l’approssimarsi del periodo estivo, ho concordato con la datrice di lavoro il godimento delle mie ferie ad agosto. Quale sarà la mia retribuzione? Sarà la stessa, “come se avessi lavorato” o inferiore?
L’art. 18 del Ccnl prevede che al lavoratore venga corrisposta l’intera retribuzione globale di fatto, corrispondente alla retribuzione monetaria concordata tra le parti (€ 990,00 nel caso di Maria) maggiorata del compenso sostitutivo di vitto e alloggio, ove durante il periodo di ferie, non ne usufruisca in natura.
Il compenso sostitutivo di vitto e alloggio è l’indennità, fissata annualmente dalla commissione sindacale che si riunisce per aggiornare gli importi delle retribuzioni minime. Tale importo rappresenta un valore “convenzionale”, che si aggiunge alla retribuzione monetaria, per il fatto che la lavoratrice usufruisce in natura, dell’ospitalità in casa del datore di lavoro, per fini di servizio, e dei pasti giornalieri.
Potremmo quindi definirlo un plusvalore, di cui la lavoratrice usufruisce non monetariamente, ma in natura, e che si aggiunge alla retribuzione monetaria quando è necessario calcolare alcuni emolumenti, tra cui ferie, tredicesima, TFR, straordinario ecc… Per il 2014 l’indennità di vitto e alloggio giornaliera è fissata in € 5,39 giornalieri (€ 1,88 per il pranzo; € 1,88 per la cena; € 1,63 per l’alloggio).
In genere, la lavoratrice, lascerà temporaneamente la casa del datore di lavoro, per farvi ritorno alla fine del periodo di ferie, e quindi non usufruirà in natura né dell’ospitalità né dei pasti giornalieri, cui provvederà da sola: in questo caso il datore di lavoro per il periodo di ferie corrisponderà anche il compenso sostitutivo di vitto e alloggio (nel caso di Maria € 990,00 + € 140,14 ovvero € 5,39 x 26 giorni lavorativi in un mese).

17 giugno 2014

Ricerca Acli Colf: la crisi tocca il lavoro di badante

 “Negli ultimi anni le famiglie chiedono alle badanti di lavorare di più, senza per questo aumentare lo stipendio. Le lavoratrici sembrano dunque avere una chiara percezione di quello che sta accadendo: la crisi economica ha impattato sugli standard minimi di lavoro, in alcuni casi, provocando un peggioramento”. Lo afferma la ricerca promossa dalle Acli Colf, con il Patronato Acli, presentata il 16 giugno a Roma in occasione della Giornata internazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori domestici, dal titolo "Viaggio nel lavoro di cura. Le trasformazioni del lavoro domestico nella vita quotidiana tra qualità del lavoro e riconoscimento delle competenze".
“Il lavoro di cura in Italia – ha affermato Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle Acli Colf, l’associazione professionale delle Acli che organizza le collaboratrici e i collaboratori familiari – è una derivazione del lavoro domestico che, nel corso del tempo ha assunto una valenza socio-sanitaria, fino a divenire un sistema di cura privato erogato presso l’abitazione della persona assistita”.
Fra i temi della ricerca “Viaggio nel lavoro di cura” realizzata in collaborazione con l'Iref, spicca quello del logoramento: “Il tema del logoramento – sostiene la ricerca a proposito del lavoro di “badante” – si salda con la questione della qualità del lavoro: il settore assistenziale è strutturalmente labour intensive, tuttavia i dati su orari e carichi evidenziano la diffusione di fenomeni di sovra-occupazione. Per compensare le perdite salariali si lavora di più, peggiorando l’impatto del lavoro sulla vita personale”.
“Per far emergere e promuovere il lavoro di cura – ha affermato Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli – le Acli propongono, tra le altre cose, una maggiore integrazione del lavoro domestico e di cura con i servizi sociali, attraverso politiche sociali che prevedano per la famiglia/datore di lavoro dei meccanismi di sostegno al reddito, come l’intera detraibilità del costo del lavoro di cura”.
Le Acli con i loro servizi di consulenza ai cittadini come il Patronato e di formazione professionale, come l'Enaip, “lavorano per venire incontro alle necessità dei lavoratori di cura“, ha affermato Paola Vacchina, presidente del Patronato nazionale Acli.
Per il sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali, Luigi Bobba, per far fronte alle necessità di cura degli anziani si deve guardare alle esperienze positive che ci sono all'estero, pensando a una misura strutturale che guardi a un orizzonte temporale ampio.
 Per scaricare i documenti clicca su http://www.acli.it


"Viaggio nel lavoro di cura" - Programma e Rassegna stampa

Programma Convegno Viaggio nel Lavoro di Cura. Le trasformazioni del Lavoro domestico nella vita quotidiana tra qualità del lavoro e riconoscimento delle competenza

Rassegna stampa

E la badante diventa infermiera tuttofare
del 17/06/2014 [da pag. 6] Riccardi Francesco