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17 gennaio 2019

Pubblicata la tabella dei minimi retributivi 2019

Pubblichiamo la tabella dei minimi retributivi 2019, relativa alle retribuzioni del settore domestico per l'anno in corso e i valori di vitto e alloggio convenzionali.
I minimi retributivi sono in vigore dal 1° gennaio 2019.
Clicca di seguito per visualizzare la TABELLA DEI MINIMI RETRIBUTIVI 2019
 
Da quest'anno le buste paghe delle colf e badanti saranno un po' più "pesanti" per effetto dell'adeguamento dell'indicie Istat.
 
Nei prossimi giorni sarannno aggiornate anche le tabelle relative ai contributi da versare all'Inps.

18 gennaio 2018

Pubblicata la tabella dei minimi retributivi 2018

Pubblichiamo la tabella dei minimi retributivi 2018, relativa alle retribuzioni del settore domestico per l'anno in corso e i valori di vitto e alloggio convenzionali.

I minimi retributivi sono in vigore dal 1° gennaio 2018.

Clicca di seguito per visualizzare la TABELLA DEI MINIMI RETRIBUTIVI 2018

4 ottobre 2017

La proposta dei sindacati: il punto di vista delle Acli Colf



La recente proposta avanzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di modificare i versamenti contributivi nel settore domestico è sicuramente interessante.
Il documento che i sindacati hanno inviato al governo oltre alle richieste sulla previdenza, è contenuta anche la domanda di fermare l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni per tutti i lavoratori.
Oggi i contributi per la pensione dei collaboratori domestici sono articolati su due livelli: standard per i contratti fino a 24 ore alla settimana; di fatto dalla 25esima ora sono ridotti. Tale meccanismo nasce con la logica di alleggerire le spese sostenute dalle famiglie che hanno bisogno di molte ore d’aiuto, ad esempio quelle che hanno una badante a tempo pieno. Oltre ad essere ridotte, sono legate alle cosiddette retribuzioni convenzionali e non parametrate sullo stipendio percepito. Ciò incide sui lavoratori, i quali, versando meno contributi, si vedono ridotta la propria pensione. Pertanto i sindacati chiedono «versamenti contributivi pieni pure oltre le prime 24 ore settimanali». E anche «rapportati alle retribuzioni corrisposte effettivamente, se superiori a quelle convenzionali».

Come Acli Colf da anni sosteniamo tali ipotesi interpretando questa sottrazione di diritti al pari di una reale discriminazione per le lavoratrici e i lavoratori – quasi un milione – impiegati nel settore domestico. Riconosciamo allo stesso tempo la fragilità di molte famiglie datrici di lavoro, spesso impossibilitate a reggere da sole tutto il costo dell'assistenza familiare.
E’ necessario dunque chiarire un aspetto: a volte le famiglie datrici di lavoro vengono equiparate alle “imprese”. Questo è però un errore concettuale. Nell’ambito del settore domestico e soprattutto quello di cura e assistenza alla persona, le famiglie non sono e non possono essere considerate delle “imprese”, poiché mentre queste ultime sono mosse dal profitto (per legittime finalità imprenditoriali), i nuclei familiari sono spinti dalla necessità (dal bisogno di cure e assistenza per sé o per i propri cari). In assenza di una rete di servizi dello Stato, le famiglie sono costrette ad auto organizzarsi attraverso il “fai da te” che non può tradursi in un livellamento al ribasso dei diritti dei lavoratori, scaricando su chi è più debole ulteriori difficoltà e ingiustizie.

28 gennaio 2017

Colf&Diritti. Colf, pubblicati i nuovi minimi contrattuali 2017



Ho assunto un'assistente familiare per mia nonna agli inizi del 2016. Ho sentito che sono stati pubblicati i nuovi minimi. Che cosa vuole dire?

Anche le retribuzioni delle lavoratrici domestiche sono soggette a minimi contrattuali: per ogni categoria di lavoratore, assegnata sulla base delle mansioni svolte all’interno della famiglia, viene individuata una “Tabella” di riferimento, che individua il livello minimo che deve essere corrisposto alla lavoratrice, e sotto il quale la retribuzione viene considerata “insufficiente” e “inadeguata”.
Il mancato rispetto dei minimi e la corresponsione di retribuzioni inferiori, può avere conseguenze spiacevoli per il datore di lavoro, che può vedersi rivendicare l’adeguamento a quei parametri, con il pagamento delle differenze retributive non corrisposte.
Le retribuzioni minime contrattuali, vengono aggiornate annualmente, da parte della Commissione Nazionale per l'aggiornamento retributivo, prevista all'art. 44 del Ccnl, e composta dai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e delle Associazioni dei datori di lavoro, secondo le variazioni del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dall’ ISTAT. In tale occasione la Commissione aggiorna anche i valori convenzionali dell’indennità di vitto e alloggio, che viene corrisposta da chi usufruisce di vitto e/o alloggio nello svolgimento delle proprie mansioni. - Diritto all'indennità di vitto e alloggio -

La Commissione viene a tal fine convocata dal Ministero del Lavoro e Previdenza sociale, entro e non oltre il 20 dicembre di ciascun anno. Le retribuzioni minime contrattuali ed i valori convenzionali del vitto e dell'alloggio, così determinati, hanno decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno, se non diversamente stabilito dalla Commissione stessa.
All’inizio di ogni anno nel caso in cui si corrisponda una retribuzione che è vicina ai minimi contrattuali, è necessario verificare l’innalzamento delle retribuzioni ed eventualmente adeguare la retribuzione da corrispondere per l’anno successivo.
Ecco i minimi in vigore per il 2017: minimi retributivi 2017

a cura di Federica Suardi


23 gennaio 2017

Pubblicata la tabella dei minimi retributivi 2017

Pubblichiamo la tabella dei minimi retributivi 2017, relativa alle retribuzioni minime del settore domestico per l'anno in corso e i valori del vitto e alloggio convenzionale.
I minimi retributivi sono in vigore dal 1° gennaio 2017

Clicca di seguito per visualizzare la TABELLA DEI MINIMI RETRIBUTIVI 2017