30 giugno 2016

Colf: il periodo di ferie è deciso dal datore di lavoro



Lavoro come collaboratrice domestica presso una famiglia. Per le prossime vacanze estive, la datrice di lavoro mi ha chiesto di prendere le ferie dal 1 al 31 agosto, visto che in quel periodo sarà spesso fuori casa col marito e comunque dal 15 al 31 agosto saranno in ferie in montagna. Sono obbligata a prendere le ferie in quel periodo o posso rifiutarmi?

L'art. 18 del Ccnl dei lavoratori domestici, al comma, stabilisce espressamente: “Il datore di lavoro, compatibilmente con le proprie esigenze e con quelle del lavoratore, dovrà fissare il periodo di ferie, ferma restando la possibilità di diverso accordo tra le parti, da giugno a settembre”.

Il potere di stabilire le ferie spetta, dunque, al datore di lavoro, quale espressione del potere direttivo e organizzativo che lo stesso esercita sul proprio dipendente, in detta determinazione egli deve soltanto tener conto degli interessi del lavoratore: al lavoratore infatti spetta la mera facoltà di indicare il periodo entro il quale intende usufruire del riposo annuale, e deve farlo per tempo, con apposita richiesta.

Nel lavoro domestico però vige una norma particolare, imposta dall’ art. 19 del Ccnl che stabilisce, lapidariamente: “Durante le sospensioni del lavoro extraferiali, per esigenze del datore di lavoro, sarà corrisposta al lavoratore la retribuzione globale di fatto, ivi compreso, nel caso di lavoratore che usufruisca del vitto e dell’alloggio, il compenso sostitutivo convenzionale, sempreché lo stesso non usufruisca durante tale periodo di dette corresponsioni”.

Se dunque per esigenze proprie ed esclusive del datore di lavoro, il rapporto di lavoro deve sospendersi, la lavoratrice ha diritto ad ottenere il pagamento della normale retribuzione.

A monte si impone la necessità per il datore di lavoro, nell’ambito dei suoi poteri organizzativi e direttivi, di concordare sempre in largo anticipo il periodo di fruizione delle ferie, nel rispetto degli interessi rilevanti e concreti del lavoratore, soprattutto quando il rapporto di lavoro si svolge in regime di convivenza. Ciò significa che l’eventuale rifiuto deve essere motivato da esigenze serie o da circostanze che peserebbero negativamente sul lavoro: per esempio ciò che sicuramente il datore di lavoro non può fare, è imporre la fruizione di ferie non ancora maturate, che dovrebbero essere decurtate dalla retribuzione mensile. Proprio ciò che l’art. 19 vuole evitare.

27 giugno 2016

Lavoro domestico: come si calcola la pensione

Ecco un approfondimento davvero molto utile, mutuato dal blog del Patronato Acli Moldova,  per chi ha necessità di calcolare l'importo annuo e mensile della pensione di un lavoratore domestico.

Nel seguente link che vi segnaliamo Pensione colf vengono presentati gli esempi di calcolo di pensione per due lavoratrici domestiche assunte, rispettivamente a 25 e 54 ore settimanali, con 5 anni di contributi versati.
 
Su richiesta è possibile avere la traduzione in moldavo-rumeno e russo scrivendo a moldavia@patronato.acli.it

20 giugno 2016

La Tavola Rotonda delle Acli Colf: un dibattito ricco di spunti e riflessioni

Dal sito delle Acli riportiamo per intero l'articolo sulla Tavola Rotonda organizzata a Roma lo scorso 17 giugno dalle Acli Colf:
Affrontare le problematiche delle lavoratrici domestiche significa affrontare quale tipo di società si vuole costruire per il futuro. É questo il dato politico che emerge dalla Tavola Rotonda “Nuove cittadine, non solo lavoratrici domestiche. Percorsi di riflessione ed inclusione sociale verso la cittadinanza”, organizzata dalle Acli Colf, in collaborazione con Caritas Internationalische si è tenuta questo pomeriggio a Palazzo San Calisto a Roma.
In occasione del V° anniversario dell’adozione da parte dell’Ilo della Convenzione Internazionale sulle lavoratrici e lavoratori domestici,

19 giugno 2016

A Padova "Lavoratori migranti e cittadinanza lavorativa: forme di lavoro e mobilitazione"

La Responsabile nazionale delle Acli Colf, Raffaella Maioni, interverrà al seminario "Lavoratori migranti e cittadinanza lavorativa: forme di lavoro e di mobilitazione" che si svolgerà il prossimo 21 giugno dalle ore 14.30 alle ore 17.30 presso il dipartimento Fisppa - Sala Specchi di via M. Cesarotti 10/12 a Padova.
 
Nel corso della giornata Devi Sacchetto e Francesca Vianello, dell'Università di Padova, presenteranno il progetto "Testing EU citizenship as labour citizenship: from cases of labour rights violation to a strenghthened labour-rights regime", co-finanziato dal programma Europa per i cittadini.
 
Sarà inoltre proiettato il video-documentario "Warehouse workers: exploitation and struggles in the Italian logistic Sector", di Carlo Freda.
 
Qui il programma del pomeriggio.

18 giugno 2016

Anche le Acli Colf di Cremona festeggiano la giornata del lavoro domestico

Anche le Acli Colf di Cremona hanno festeggiato la giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori domestici organizzando lo scorso 16 giugno l'incontro "Nuove cittadine, non solo lavoratrici domestiche".
 
L'appuntamento si è tenuto presso lo SpazioComune, dalle 18 alle 19.30. Ad introdurre gli argomenti della giornata Carla Bellani, presidente provinciale Acli; tra gli interventi l'assessore alle politiche di inclusione sociale Rosita Viola, Rosanna Ciceri (immigrati cittadini onlus), Alessandra Alessandri (Acli Colf) e Floriana Malvezzi (Azienda Sociale del Cremonese).

17 giugno 2016

Il 17 giugno la tavola rotonda promossa dalle Acli Colf "Nuove cittadine, non solo lavoratrici domestiche"

In occasione della giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, le Acli Colf insieme alla Caritas Internationalis organizzeranno il 17 giugno una tavola rotonda dal titolo  
"Nuove cittadine, non solo lavoratrici domestiche".
L'incontro, che avrà luogo a Roma nella prestigiosa cornice di palazzo S. Calisto a Trastevere (p.zza S. Calisto 16), sarà l'occasione per discutere di lavoro domestico e di cura in relazione ai processi di integrazione e di inclusione sociale, fino all'ottenimento della cittadinanza italiana. All'interno di questo evento, dunque, si proveranno a comprendere e ad approfondire i processi in corso e ad avere maggiore coscienza rispetto ai percorsi - ed alle difficoltà - che molte lavoratrici e lavoratori hanno vissuto e stanno vivendo.
Qui il programma della giornata, i cui lavori cominceranno alle ore 16. Al termine, sarà possibile ammirare la Mostra Internazionale sulle moderne forme di schiavitù intitolata "Dietro il codice a barre" che si terrà nello stesso palazzo sede della tavola rotonda.

La notizia dell'evento, che per la sua particolare importanza non ha mancato di suscitare attenzione, è stata rilanciata da importanti testate giornalistiche come Redattore Sociale, Stranieri in Italia e Avvenire

16 giugno 2016

Succedeva un anno fa: "Lavoro di cura. Nutrimento per la vita"

SUCCEDEVA UN ANNO FA', esattamente un anno fa. In occasione della Giornata Internazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori domestici, le Acli Colf, nella splendida cornice dell'EXPO di Milano, organizzavano il workshop "Lavoro di cura. Nutrimento per la Vita". Protagonista della giornata il cibo come espressione dei cambiamenti in atto all'interno delle biografie familiari, ma anche momento di incontro con culture e abitudini diverse e lontane.
In quella giornata, in cui parteciparono molte persone e dove molteplici furono le testimonianze di colf e badanti, l'atto del mangiare fu sviscerato in relazione al lavoro di cura. Un anno dopo, le Acli Colf si accingono a celebrare la ricorrenza del 16 giugno con una tavola rotonda dal titolo "Nuove cittadine, non solo lavoratrici domestiche". Questa volta il lavoro di cura non sarà affrontato in relazione al cibo, ma al tema della inclusione, dell'integrazione sociale fino all'ottenimento della cittadinanza, attraverso una disamina delle mille difficoltà che spesso si incontrano per diventare cittadine e cittadini di questo Paese.

14 giugno 2016

Dal Mondo: Barcellona promuove la nascita di cooperative per contrastare la povertà femminile

Arriva da Barcellona la notizia di un intervento volto a contrastare la femminilizzazione della povertà. Ai primi di giugno, infatti, la città spagnola ha deciso di avviare nei prossimi otto anni alcuni punti programmatici il cui obbiettivo è favorire la nascita di cooperative di operatori sanitari.
 
Con un investimento di circa 30 milioni di euro, Barcellona si propone sin da subito di costituire una cooperativa di badanti per favorire domanda e offerta e, nel contempo, per aggirare l'economia sommersa e le precarie condizioni di lavoro di questo settore. Inoltre, il programma prevede anche una serie di servizi e meccanismi per migliorare l'accesso e la permanenza nel mercato del lavoro da parte delle donne in situazioni di vulnerabilità.